Comply Consulting - governance, procedure e controlli interni

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Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo

 

La Banca d’Italia (di seguito anche l’“Autorità”) con il Provvedimento del 30 luglio 2019 ha emanato le nuove “Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo” (di seguito le “Disposizioni”).

Tali Disposizioni danno attuazione tanto alle previsioni in materia di adeguata verifica della clientela contenute nel novellato[1] D.Lgs. n. 231/07, quanto agli Orientamenti congiunti delle Autorità di vigilanza europee emanati il 26 giugno 2017 sulle misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica della clientela e sui fattori che gli enti creditizi e gli istituti finanziari dovrebbero prendere in considerazione nel valutare i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo associati ai singoli rapporti continuativi e alle operazioni occasionali (di seguito gli “Orientamenti congiunti”)

I destinatari[2], tra cui le SGR, sono tenuti ad adeguarsi alle Disposizioni entro il 1° gennaio 2020.

In relazione ai clienti cd. “ex semplificati” - in relazione ai quali la previgente normativa stabiliva forme di esenzione dagli obblighi di adeguata verifica – la Banca d’Italia ha fissato al 30 giugno 2020 il termine ultimo per i destinatari per l’esecuzione degli obblighi di adeguata verifica anche nei confronti di tale categoria di clienti.

 

Novità e chiarimenti di interesse per il settore del risparmio gestito

Tipo Cliente

Novità e chiarimenti di interesse per il settore del risparmio gestito

SGR - SICAF auto-gestita - SICAF etero-gestite

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che le operazioni di sottoscrizione e rimborso di parti di OICR effettuate per il tramite di un intermediario collocatore NON sono da considerarsi quali operazioni occasionali per la SGR. Più in dettaglio, l’Autorità ha precisato che “il rapporto delle SGR con i sottoscrittori delle quote dei fondi gestiti riguarda l’attività istituzionale delle SGR e si caratterizza per la sua (normalmente lunga) durata e la molteplicità di operazioni (sottoscrizione, richiami e rimborsi). Di conseguenza, esso soddisfa tutti i requisiti previsti dalla legge perché un rapporto sia qualificato come continuativo”.

Inoltre, l’Autorità ha avuto modo di chiarire che con riferimento al caso dei fondi collocati dalle società di gestione per il tramite di intermediari - sia nell’ipotesi in cui l’intermediario collocatore acquisti gli strumenti finanziari in nome e per conto dell’investitore, sia nell’ipotesi in cui l’intermediario collocatore operi in nome proprio, ma per conto del cliente - i destinatari siano sempre tenuti ad identificare l’investitore

Più in dettaglio:

  • nell’ipotesi in cui l’intermediario collocatore acquisti gli strumenti finanziari in nome e per conto dell’investitore, sarà quest’ultimo, come chiarito dall’Autorità, ad acquisire la qualifica di “cliente” della società di gestione e, in base agli Orientamenti congiunti (cfr. Titolo III, Capitolo 9, paragrafi 219, 222, 223, 224 e 225), quest’ultima deve identificare e verificare i dati dell’investitore, anche in caso di basso rischio (può tuttavia avvalersi, ricorrendone i presupposti, dell’adeguata verifica tramite terzi, nella specie, quella effettuata dal collocatore). In coerenza con questa impostazione, il paragrafo 225 degli Orientamenti congiunti consente agli intermediari non già di omettere di identificare il sottoscrittore, ma solo di rinviare, in situazioni caratterizzate da un rischio molto basso, il momento dell’acquisizione dall’intermediario collocatore dei dati necessari al completamento dell’adeguata verifica;
  • nell’ipotesi in cui l’intermediario collocatore operi in nome proprio, ma per conto del cliente, sarà l’intermediario ad acquisire la qualifica di “cliente”. In tale ipotesi, ha chiarito l’Autorità, al ricorrere delle specifiche condizioni di basso rischio elencate al paragrafo 222 degli Orientamenti congiunti, la società di gestione possa adottare modalità semplificate di identificazione dell’investitore mentre non è compatibile con il Decreto la possibilità, prefigurata dagli Orientamenti congiunti per talune fattispecie, di non identificare, in questi casi, gli investitori (titolari effettivi del rapporto).

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha rammentato l’obbligo di identificare il c.d. titolare effettivo sub 1) del cliente-persona fisica non solo in caso di operazione occasionale, ma anche nel caso di instaurazione del rapporto continuativo (si pensi ad esempio al caso di fondi sottoscritti da una banca collocatrice in nome proprio ma per conto di un investitore persona fisica).

Questa impostazione è coerente con gli Orientamenti congiunti (cfr. paragrafi 219 lettera c, 222 e 223).

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha rammentato l’obbligo di “identificare i titolari effettivi dei rapporti in tutti i casi, incluso quello dei rapporti aperti in nome e per conto di terzi (cd. in nominee) da altri intermediari finanziari (ad esempio in caso di fondi sottoscritti da una banca collocatrice in nome proprio ma per conto di un investitore)”.

Questa impostazione è in linea con le indicazioni contenute negli Orientamenti (cfr. paragrafi 219, lett. d, 224 e 225 e 226).

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha respinto la richiesta di mantenere la previsione - già contenuta nelle Disposizioni previgenti - in base alla quale i destinatari potevano astenersi dal proseguire nella ricerca del titolare effettivo quando, risalendo la catena di controllo del cliente, avessero individuato come controllante un soggetto che, se fosse stato cliente, avrebbe beneficiato del regime di adeguata verifica semplificata (ad esempio una pubblica amministrazione o una società quotata. Ciò in quanto “il nuovo Decreto richiede agli intermediari, anche in materia di adeguata verifica semplificata, di eseguire tutte le fasi di cui consta il processo di adeguata verifica, inclusa l’identificazione del titolare effettivo (sebbene con minore profondità, estensione e frequenza)”.

Questa impostazione è coerente con gli Orientamenti congiunti (cfr. paragrafi 219 lettera c, 222 e 223).

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito di tenere conto del profilo reddituale e patrimoniale del titolare effettivo ai fini della complessiva profilatura della clientela, anche in conformità alle indicazioni contenute negli Orientamenti congiunti.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha accolto la proposta di eliminare l’obbligo in capo ai destinatari di validare la classe di rischio attribuita in automatico dai sistemi informatici.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito – modificando in tal senso le Disposizioni (cfr. Parte Seconda, Sez. III, ultimo paragrafo) – che vi è un obbligo in capo ai destinatari di verificare la congruità della classe di rischio nel caso di cambiamenti rilevanti nella compagine societaria.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito – modificando in tal senso le Disposizioni (cfr. Parte Seconda, Sez. II, ultimo paragrafo) – che solo un innalzamento del livello di rischio del cliente determina l’obbligo di rinnovare l’adeguata verifica.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che la verifica dei dati relativi al titolare effettivo sub 1) avvenga “mediante il confronto con quelli desumibili da una fonte affidabile e indipendente (non necessariamente rappresentata da un documento di identità) di cui va acquisita e conservata copia, in formato cartaceo o elettronico”.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che “le informazioni sull’attività lavorativa ed economica svolta dal titolare effettivo non rientrano tra le informazioni da acquisire sempre obbligatoriamente, bensì tra quelle che i destinatari sono chiamati ad acquisire secondo l’approccio in base al rischio”.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha rammentato il divieto che le SGR possano sempre ricorrere a terzi anche per l’adempimento dell’obbligo di svolgere il controllo costante del rapporto, in caso di sottoscrizione di quote di OICR effettuate per il tramite di un collocatore. Ciò in conformità all’art. 26 del Decreto AML che esclude il controllo costante del rapporto dagli adempimenti che i destinatari possono demandare a terzi.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che lo status di PEP NON rileva per l’esecutore.

 

Altre novità e chiarimenti di interesse

Tipo Cliente

Argomentazioni proposte

Novità e/o chiarimento

Fiduciarie diverse da quelle iscritte all’Albo previsto dall’articolo 106 del TUB

Applicabilità delle Disposizioni alle Fiduciarie diverse da quelle iscritte all’Albo previsto dall’articolo 106 del TUB

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che non sono destinatarie delle Disposizioni, in quanto soggette alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

Fiduciarie iscritte all’Albo previsto dall’articolo 106 del TUB

  • Inserimento delle Fiduciarie iscritte all’Albo previsto dall’articolo 106 del TUB tra gli intermediari finanziari nei cui confronti è possibile applicare misure semplificate;
  • Previsione tra gli esempi di veicoli di interposizione patrimoniale che rappresentano un fattore di rischio elevato, ai sensi della lettera A, n. 4, dell’Allegato 2, solo le società fiduciarie diverse da quelle iscritte nell’albo previsto ai sensi dell’articolo 106 del TUB.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni, nel respingere le argomentazioni proposte ha chiarito che “nel prevedere che le società fiduciarie rientrano nel novero delle “strutture qualificabili come veicoli di interposizione patrimoniale”, le Disposizioni sono coerenti con l’articolo 24, comma 2, lettera a), n. 3, del Decreto che inserisce tali strutture tra i fattori di rischio relativi al cliente di cui gli intermediari devono tener conto ai fini dell’applicazione delle misure di adeguata verifica rafforzata….non risulta compatibile né con l’impostazione del Decreto né con l’elevato rischio che caratterizza l’operatività delle società fiduciarie, la loro sottoposizione a misure di adeguata verifica semplificata”.

Trust interni

  • Esclusione dei trust i cui elementi soggettivi e oggettivi sono principalmente localizzati in Italia (cd. trust “interni”) dagli esempi di veicoli di interposizione patrimoniale che rappresentano un fattore di rischio elevato.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni, nel respingere tale argomentazione ha chiarito che: “ nell’includere i trust tra i clienti potenzialmente a rischio elevato di riciclaggio, le Disposizioni sono coerenti con l’articolo 24, comma 2, lettera a), n. 3, del Decreto che inserisce le “strutture qualificabili come veicoli di interposizione patrimoniale” tra i fattori di rischio elevato di cui gli intermediari devono tener conto ai fini dell’applicazione delle misure di adeguata verifica rafforzata….il trust estero e quello interno possono distinguersi per i differenti schemi utilizzabili ai fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo ma entrambi presentano una particolare vulnerabilità a questi fenomeni”.

Attività istituzionale

Obbligo di adeguata verifica:

  • per i servizi e le attività per il cui esercizio non è richiesta una specifica autorizzazione;
  • per le attività accessorie ai servizi di pagamento che gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica possono esercitare ai sensi del TUB.

La Banca d’Italia all’interno del resoconto della consultazione sulle Disposizioni ha chiarito che: “i destinatari applicano gli obblighi di adeguata verifica in relazione ai servizi e alle attività “istituzionali”, cioè quelle attività per il cui esercizio abbiano ottenuto l’autorizzazione ai sensi del TUB o del TUF e che le attività accessorie esercitate in stretta connessione con i servizi di pagamento:

  • siano incluse nel perimetro dell’attività istituzionale nella misura in cui esse costituiscano un’attività finanziaria riservata (es. concessione di finanziamenti);
  • non rientrino invece nel perimetro dell’attività istituzionale, laddove si tratti di attività che, considerate autonomamente, non siano coperte da riserva (es. attività di custodia, registrazione e trattamento di dati).
 

[1] Come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 di recepimento della Direttiva UE 2015/849 (c.d. IV Direttiva AML).

[2] Cfr. “Diposizioni Preliminari”, par. “Destinatari” delle Disposizioni.

A cura di Comply Consulting

Comply Consulting, mediante la redazione di Procedure e Policy aziendali, fornisce agli Operatori del risparmio gestito ed in particolare delle SGR e SICAF attive nei settori del Private Equity, Venture Capital e Immobiliare, tutti gli strumenti necessari per essere allineati alle richieste dei Regulators, delle Autorità di Vigilanza e alle best practices di settore. Per maggiori informazioni è possibile contattarci al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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