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FinTech: il lavoro della Commissione Europea

L’Unione Europea ha introdotto, negli ultimi anni, un numero elevato di normative, al fine di creare un mercato competitivo e sano. Quello di sviluppare un adeguato framework normativo nell’ambito tecnologico è considerato uno step chiave per migliorare ulteriormente l’efficienza del sistema finanziario. Pertanto, il 23 marzo 2017 la Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sul FinTech, chiusa il 15 giugno, con un documento dal titolo Public Consultation on FinTech: a more competitive and innovative European financial sector.

Con l’apertura delle consultazioni pubbliche, la Commissione intendeva:

  • raccogliere input dai soggetti interessati, per sviluppare l'approccio della Commissione all'innovazione tecnologica nei servizi finanziari e rendere il mercato unico più competitivo, inclusivo ed efficiente;
  • verificare le prospettive degli stakeholder nel settore (fornitori di servizi finanziari e consumatori);
  • promuovere un quadro normativo e di vigilanza in linea con i tre principi fondamentali dell’high tech: neutralità, proporzionalità, integrità.

Il numero di risposte ottenuto, ben 226, mostra l’interesse degli operatori, che si sono focalizzati maggiormente su Distributed ledger technology, analisi di big data, intelligenza artificiale, cloud computing.

Crescita del fintech: alcuni dati

Il FinTech è uno degli hot topics degli ultimi anni e le soluzioni che si sono sviluppate o che sono in corso di sviluppo nell’ambito dei servizi finanziari, possono di fatto essere progressivamente estese a molti altri settori. Esso è in forte espansione e promette ancora significativi livelli di crescita. Secondo alcuni studi, nel 2016, i finanziamenti raccolti hanno raggiunto 36 miliardi di dollari; di questi il 29% è concentrato nel settore bancario, il 22% in quello dei pagamenti e dell’e-commerce, il 7% nell’assicurativo.

Dalla consultazione della Commissione, i principali rischi identificati sono stati quelli della sicurezza della rete, dell'uso e del controllo dei dati e i rischi legati al riciclaggio di denaro.

Le principali aree in cui gli intervistati hanno espresso un sostegno rilevante all'azione della Commissione Europea sono state quelle relative alla necessità di avere:

  • un quadro chiaro e omogeneo in tutta l’Unione per il crowdfunding ed il peer-to-peer financing;
  • una maggiore chiarezza e convergenza in tutta l'UE su come i regolatori si debbano occupare di licenze, di outsourcing, di supporto all’innovazione;
  • maggiori inter-operabilità e standardizzazione;
  • una più elevata sicurezza della rete.

Obiettivi del documento di consultazione UE

La proposta della Commissione nel documento di consultazione ha fissato 4 obiettivi politici:

  1. favorire l'accesso ai servizi finanziari a consumatori ed imprese;
  2. ridurre i costi operativi e aumentare l'efficienza del settore;
  3. rendere più competitivo il mercato unico riducendo le barriere all'entrata;
  4. bilanciare le necessità di una maggiore condivisione di dati e trasparenza, con la sicurezza dei dati.

Per ciò che concerne il primo punto, le promesse del FinTech sono di ampio spettro, prevedendo utilizzi per migliorare la conformità (RegTech), la customer experience, il prezzo dei prodotti, il livello di concorrenza, un miglioramento dell’accesso ai servizi finanziari.

È condiviso anche il concetto che la tecnologia potrebbe ridurre i costi operativi. Tra le tecnologie più citate: il cloud computing, la robotizzazione e l'apprendimento delle macchine, le API, le tecnologie di identificazione remota.

Gli intervistati hanno convenuto che i principi di neutralità, proporzionalità e integrità sono corretti al fine di ridurre le barriere all’entrata al mercato. Si richiede, però, anche di introdurre il principio di "same activity, same rule", al fine di garantire un livello omogeneo di accesso a tutti i partecipanti. Inoltre, si chiede di applicare il principio di proporzionalità nella regolamentazione, al pari di quanto già presente per le istituzioni finanziarie.

 A cura di Compliance Journal

 

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