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Riciclaggio e terrorismo fra gli argomenti del G7 di Bari

G7: affrontare il fenomeno del riciclaggio e dei flussi finanziari illeciti attraverso un impegno pieno ed efficace nell’attuazione degli standard FATF

Al meeting di Bari del 12 e 13 maggio, i partecipanti al G7 hanno discusso dell'importanza di affrontare riciclaggio e flussi finanziari illeciti attraverso un impegno pieno ed efficace nell’attuazione degli standard FATF (Financial Action Task Force), anche nei confronti di attività professionali non prettamente finanziarie.

Hanno sostenuto il lavoro del FATF al fine di migliorare l’implementazione delle norme internazionali e hanno accolto con favore e sostenuto i lavori in corso per rafforzare la base istituzionale, la governance e gli strumenti del FATF.

Il G7 si è focalizzato in particolare sul settore dei Money and Value Transfer Services (MVTS), e sulla necessità di promuovere l'inclusione finanziaria e ridurre il finanziamento al terrorismo che avviene attraverso questa area di business. E’ stato richiesto, infatti, un miglioramento della supervisione e del monitoraggio sugli MVTS e sui loro agenti, con un approccio basato sul rischio.

È stata riconosciuta anche la vulnerabilità del settore delle antichità, che potrebbe rappresentare una sfida per il FATF, soprattutto perché spesso legata a porti franchi e zone commerciali libere.

Grande focus è stato destinato all’attuazione delle sanzioni adottate dal Consiglio di Sicurezza, come strumento strategico per la pace e la sicurezza globale. L’utilizzo delle sanzioni finanziarie contro i terroristi ed il congelamento dei loro beni è fondamentale per la capacità a livello internazionale di contrastare azioni terroristiche.

Nella Dichiarazione di Bari, del 13 maggio, il G7 dichiara:

  1. Di sostenere un approccio olistico per combattere la fiscalità ed il crimine finanziario, basandosi sull'efficace cooperazione internazionale, soprattutto grazie ad un migliore accesso ed uno scambio effettivo delle informazioni.
  2. Di continuare a lavorare per garantire l'accesso alle informazioni sui beneficial owner alle Autorità fiscali, alle unità di intelligence ed alle agenzie di enforcement, e di accogliere il lavoro del FATF e del Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes per rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni; di sostenere anche il lavoro svolto dall'OECD nelle aree fiscali complementari relative ai beneficial owner.
  3. Di seguire l’aggiornamento dell’OECD Task Force on Tax Crime and Other Crimes, del 2013, chiedendo una relazione al prossimo meeting.
  4. Di chiedere all'OECD di iniziare a discutere sui possibili modi per affrontare le elusioni delle segnalazioni previste in base al Common Reporting Standard, o di evitare di fornire informazioni dei beneficial owner attraverso strutture giuridiche non trasparenti.
  5. Di impegnarsi perché i crimini fiscali e finanziari, che implicano flussi finanziari illeciti, tra cui anche la corruzione straniera, siano effettivamente indagati, perseguiti e sanzionati.
  6. Di sostenere gli sforzi volti a combattere la corruzione in tutte le sue forme, in particolare migliorandone la corruzione La capacità delle reti esistenti e l'esplorazione di metodi innovativi.
  7. Di sostenere il rafforzamento dei paesi in via di sviluppo, nella lotta contro crimini e flussi finanziari illeciti. Di accogliere anche nuove iniziative in questo settore, come l’istituzione da parte dell'Ocse della Africa Academy for Tax and Financial Crime Investigation in Kenya.

Il FATF è stato creato proprio dal G7 nel 1989, durante il Summit di Parigi. Originariamente era composto da 16 membri, ora è una rete di ben 198 giurisdizioni.

Cosa fa il FATF?

  • Stabilisce norme e promuove l'efficace attuazione di misure legali, regolamentari e operative per la lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altre minacce pertinenti all'integrità del sistema finanziario internazionale;
  • Monitora i progressi dei paesi nell'attuazione delle proprie raccomandazioni, identificando i Paesi con debolezze strategiche che costituiscono un rischio per il sistema finanziario internazionale;
  • Riesamina le tecniche di finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro e le contromisure;
  • Promuove l'adozione e l'attuazione delle proprie raccomandazioni a livello globale.

Nel corso della sua attività, il FATF ha pubblicamente designato 61 paesi con carenze e fino’ora sono stati 49 i paesi che hanno introdotto le necessarie riforme ed eliminato i limiti identificati.

A cura di Compliance Journal

 

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